Anatoly Onoprienko, il vero Terminator

Terminator sicuramente vi riporterà alla mente uno dei film di fantascienza più famosi di sempre, ma se vi dicessi che nasconde appunto una FASCIA DARK?
Terminator è infatti il nome che viene dato ad Anatoly Onoprienko, uno dei più prolifici serial killer dell’ex Unione Sovietica. 
Ma partiamo dall’inizio: tutto comincia nel 1989 quando Anatoly, in società con un amico, inizia a dedicarsi alle attività criminali svaligiando piccoli appartamenti fino a ridursi ad uccidere un’intera famiglia di 8 persone che li aveva colti sul fatto. Dopo questa prima tragedia, ritenta un colpo contro un’auto dove riposano 5 persone. Ancora una volta viene scoperto e ancora una volta massacra a colpi di pistola i poveri testimoni. Anatoly decide a questo punto di placarsi e soffoca i suoi istinti omicidi per cinque anni. Ma arriva il punto in cui Anatoly non resiste più. 
Il 24 dicembre 1995 uccide senza motivo la famiglia Zajčenko a colpi di fucile a canne mozze per poi incendiare la casa. Dopo l’ennesimo sterminio, la psiche di Anatoly va in frantumi: nove giorni dopo, il 2 gennaio 1996, uccide a colpi di pistola tutti e quattro i componenti di un’altra famiglia e un poveretto, colpevole solo di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Nel giro di pochissimo tempo, Anatoly uccide decine e decine di persone compresi donne e bambini. Penetra poco prima dell’alba in case scelte a caso e, dopo aver radunato in cerchio i membri della famiglia, li uccide a colpi di fucile o di pistola. Conclude ogni volta dando fuoco alle case in cui colpisce. Man mano che uccide però, Anatoly diventa sempre più violento arrivando a picchiare selvaggiamente i bambini o a stuprare le donne. In quei mesi, le zone rurali dell’Ucraina centro-occidentale conoscono una vera e propria escalation di violenza che crea il panico tra la popolazione. Un terrore tale per cui il Governo è costretto a mobilitare 3.000 uomini dell’esercito e 2.000 uomini della polizia per dare la caccia all’assassino che ormai tutti chiamano “Terminator”. 
Questo agire completamente senza scopo o movente crea infatti non pochi problemi alla polizia che non riesce a risalire in nessun modo al killer. 
La svolta la fornisce il cugino di Anatoly che si vede a un certo punto minacciato dal suo stesso parente. Dopo aver trovato una gran quantità di armi nell’armadio, il cugino di Anatoly gli intima di allontanarsi ricevendo come risposta una minaccia rivolta a lui e alla sua famiglia. Spaventato, il cugino decide quindi di chiamare la polizia che arresta Anatoly. 
Dopo l’arresto, l’uomo si chiude inizialmente in un mutismo assoluto per poi aprirsi in una confessione estremamente dettagliata durata giornate intere. In questa confessione dichiara di non avere ucciso di sua volontà, bensì per ordine di Dio, di Satana e di personaggi storici che gli parlavano dall’Aldilà tra cui addirittura Hitler che gli avrebbe ordinato di far scoppiare una nuova guerra mondiale. Secondo la sua delirante confessione, Dio lo considerava infatti un essere superiore e per questo motivo gli aveva dato un incarico: quello di uccidere le persone deboli.
In tutta questa pazzia Anatoly è persino convinto di poter ipnotizzare le persone a lui inferiori, di poter controllare gli animali con la telepatia e di riuscire ad arrestare il proprio cuore con il solo potere della mente. Tutto questo però non basta a farlo dichiarare incapace di intendere e di volere e Anatoly viene condannato all’ergastolo solo perché l’Ucraina in quel periodo cerca di entrare nell’Unione Europea e per questo deve rinunciare alla pena di morte.

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