Candy man

‘Non accettare caramelle dagli sconosciuti’. L’incipit perfetto per questa FASCIA DARK.
Stasera parliamo di Candy Man, un serial killer diverso da tutti quelli di cui abbiamo conosciuto le storie finora in quanto il primo a non aver subito alcun tipo di trauma infantile che in qualche modo poteva spiegare la follia omicida sviluppata da adulti.
Fin da giovane Dean Corll, il vero nome di Candy Man, si dimostra gentile, affettuoso e ben educato con tutti, specialmente con i bambini. Svolge la professione di pasticcere aiutando la madre con l’attività e ovviamente non manca di regalare alcuni dolcetti ai bambini che gironzolano volentieri intorno al negozio. Oramai è per tutti il buono e generoso CandyMan. Nel 1967 conosce David Owen Brooks, un ragazzino di 12 anni che arriverà a prostituirsi a Corll, ma per il momento si limita a presentargli altri ragazzini e a scroccare dolciumi. La vita da pasticcere prosegue quindi più o meno tranquilla fino al 1968, quando Corll si vede costretto a chiudere il negozio per dedicarsi esclusivamente alla sua carriera da elettricista. E’ nel 1970 che la vita di Corll subisce una svolta decisiva: gli viene presentato tale Wayne Henley, un quattordicenne in cerca di soldi. Corll intende inizialmente ucciderlo, ma cambia idea e gli propone di di portare degli schiavi sessuali in casa sua in cambio di 200$ a persona. Henley accetta. Il trio è formato.
Il 25 settembre 1970 iniziano gli omicidi e non sono pochi. Si parla di almeno 27 vittime accertate anche se si sospetta che Corll ne abbia uccise una trentina. Le sue vittime hanno dai tredici ai vent’anni, ma non si scoprirà mai se Corll abbia effettivamente iniziato ad uccidere solo nel 1970 o anche durante gli anni della pasticceria, anni durante i quali viene visto più volte scavare delle fosse in giardino.
In ogni caso, tutte le vittime vengono attirate dai due complici di Corll e portate nell’appartamento dell’uomo. Una volta in casa, vengono indebolite con alcol o droghe e ammanettate o prese con forza. Spogliate e legate, le vittime sono poi violentate, torturate e uccise o tramite strangolamento o con un colpo di pistola. A volte le torture durano giorni e a volte Corll costringe le vittime e scrivere una lettera o a fare una chiamata in cui rassicurano i loro genitori. I cadaveri sono messi in dei sacchi di plastica e poi sepolti in vari luoghi prestabiliti. 
Nessuno sospetta niente perchè la polizia cataloga ogni sparizione come una semplice fuga da casa, una scappatella da adolescenti, e non si impegna seriamente nelle ricerche. Questo atteggiamento favorirà in futuro altri serial killer come Ted Bundy e John Gacy, ma per ora è Candy Man ad approfittarne continuando a mietere vittime ininterrottamente per tre anni. 
Il 7 agosto 1973 però l’idilio tra i tre complici svanisce. Henley invita a casa di Corll una giovane ragazza. Corll impazzisce. Inizia a urlare contro il suo ex complice di aver rovinato tutto e, dopo aver drogato i tre ragazzi, li lega e aggredisce fisicamente e verbalmente. Henley riesce però a farsi slegare e corre a prendere una pistola. Corll lo sfida “Uccidimi, Wayne! Uccidimi! Non ce la farai mai!! Non sei abbastanza coraggioso!”. Ma Henley spara. Corll muore.
Quando la polizia, accompagnata dai due ex complici di Corll, ritrova i corpi delle vittime di Candy Man rimane sconcertata. 27 corpi di ragazzini, dai 13 ai 18 anni picchiati, sgozzati, violentati, evirati, mutilati e persino masticati sono stati sepolti da un pazzo omicida che ha agito per anni lontano da qualsiasi sospetto.

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