Il caso Genovese

A caso anche stasera FASCIA DARK!
Stasera parliamo del caso Genovese ovvero del caso di omicidio in cui l’apparente reazione (o, piuttosto, la mancanza di reazione) da parte dei testimoni avvió un filone di indagine sul fenomeno psicologico che divenne noto come “effetto spettatore”, o anche “sindrome Genovese”. 
Donna decisamente atipica per quegli anni a causa del suo stile di vita autonomo, Kitty Genovese abitava a New York lontano dalla famiglia con una compagna con cui conviveva.
Il 13 marzo 1964 Kitty finì tardi di lavorare e rientrò a casa in macchina, intorno alle tre di notte. Scesa dall’auto si trovò davanti un uomo, Winston Moseley, che la inseguì e la pugnalò due volte con un coltello salvo poi scappare in seguito alle grida di una testimone che però non intervenne direttamente.
Libera dall’aggressore, Kitty, ferita e zoppicante, cercò di scappare verso casa: i vicini che la videro trascinarsi per strada pensarono che fosse ubriaca o molto stanca e non si interessarono a lei. Quando capì che non sarebbe riuscita a raggiungere casa sua per via delle ferite, Genovese, inseguita da Moseley che era tornato indietro appositamente per cercarla e finirla, si rifugiò nell’androne di un palazzo. Chiese di nuovo aiuto, anche perché conosceva bene gli abitanti dell’edificio, ma ancora una volta non arrivò nessuno. 
Quando Moseley riuscì a trovarla, la violentò e la pugnalò di nuovo. 
Solo a delitto compiuto un inquilino del palazzo scese le scale e cercò di soccorrerla chiamando poi un’ambulanza, ma le ferite di Kitty erano gravi e la donna morì nel tragitto verso l’ospedale. Cinque giorni dopo l’omicidio Winston Moseley venne arrestato. 
Il caso Genovese suscitò l’interesse solo grazie all’inchiesta di un giornalista investigativo che pubblicò un articolo sul New York Times di cui si discusse moltissimo: raccontava che 38 persone erano state testimoni di un omicidio terribile e non avevano chiamato la polizia né i soccorsi. 
Questo terribile omicidio generò una serie di studi di psicologia sociale su quello che era stato definito “effetto spettatore” o “sindrome Genovese”, cioè quel fenomeno che si riferisce a casi in cui gli individui non offrono nessun mezzo d’aiuto a una vittima quando sono presenti altre persone. Il caso Genovese divenne il simbolo dell’apatia e dell’indifferenza della vita nelle grandi città.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su email
Email
Condividi su whatsapp
instagram