La vera storia dell’esorcismo di Emily Rose

Stasera una super FASCIA DARK!
Se vi dicessi Emily Rose? Probabilmente gli appassionati di film Horror hanno già capito che stasera si parlerà di uno dei più famosi casi di esorcismo!
Il film ‘The Exorcism of Emily Rose’ è infatti ispirato alla vicenda di Anneliese Michel, una giovane ragazza tedesca afflitta da depressione e attacchi epilettici, ma che venne ritenuta posseduta.
Tra i primi problemi accusati dalla giovane c’erano paralisi degli arti, uno smisurato accrescimento del torace, rigidità improvvisa del corpo e l’impossibilità di parlare.
I genitori di Anneliese, estremamente credenti, si rivolsero alla Chiesa, convinti che loro figlia fosse posseduta dal maligno. In un primo tempo la ragazza fu semplicemente invitata a diventare più devota, ragion per cui Anneliese decise di mettere in atto pratiche di penitenza come dormire su un pavimento di pietra. 
Dopo cinque anni di lotta contro questi fenomeni durante i quali la ragazza veniva saltuariamente ricoverata, si passò a un reale esorcismo in quanto, secondo due esperti, nella giovane si sarebbero manifestati ben sette demoni.

L’esorcismo proseguì per quasi 10 mesi, dal settembre 1975 al giugno 1976. Durante le varie sedute furono scattate numerose foto e venne registrato un nastro di circa un’ora e mezza di durata in cui si sentirebbe Anneliese parlare con voce “demoniaca” in più lingue (oltre il tedesco, lingua madre, avrebbe parlato in latino, greco, aramaico e altre lingue antiche) e si vedrebbe la ragazza mostrare una forza impressionante tanto che per tenerla ferma ci vollero alcuni uomini. Durante questo periodo la donna perse molto peso perché si rifiutava di mangiare e bere a causa dei “demoni che glielo impedivano”; questo portò ad un indebolimento ed alla debilitazione del suo corpo, martoriato dalle lesioni autoinflitte.
Nei momenti di lucidità Anneliese non faceva altro che pregare e le continue genuflessioni le causarono la rottura di entrambe le ginocchia. 
La mezzanotte del 1º luglio 1976 Anneliese morì a soli 24 anni. L’autopsia rilevò come causa della morte la forte debilitazione, causata da malnutrizione e disidratazione (al momento della morte pesava solo 30 kg). Secondo gli agenti che svolsero le indagini e i medici che passarono al vaglio il caso, un’alimentazione forzata (tramite flebo) avrebbe potuto salvare la vita della giovane. I genitori, il parroco e l’altro prete furono accusati di omicidio colposo e condannati a 6 mesi di reclusione.

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