L’alieno di Flatwoods

I due ragazzi nella foto mostrano un disegno piuttosto insolito, forse anche buffo, ma quello che cerca di rappresentare e la relativa storia vi assicuro che non sono buffi. Sono da FASCIA DARK!
È il 12 settembre 1952 e vicino a Flatwoods, nel tardo pomeriggio, centinaia di persone vedono sfrecciare nel cielo uno strano oggetto luminoso. L’oggetto attrae la particolare attenzione di un gruppetto di ragazzini intenti a giocare a football che vedono l’UFO scomparire dietro a una collina. Incuriositi da un possibile atterraggio dello strano oggetto, i ragazzi passano da casa chiamando la madre di un paio di loro e una guardia nazionale del West Virginia con il suo cane. In totale, sette persone si dirigono ormai alla sola luce di una torcia, nel luogo del presunto schianto. Il cane è il primo a correre verso la strana luce visibile, ma torna subito indietro abbaiando spaventato. Ormai nei pressi del luogo incriminato, il gruppetto viene però circondato da una fitta nebbia che brucia loro gli occhi e impesta l’aria con un forte odore. Dopo pochi metri, ecco che dalla nebbia appare uno strano oggetto circolare luminosissimo. Ma non è l’unica stranezza che emerge dalla nebbia. La madre dei ragazzi illumina infatti con la torcia una strana creatura alta più di tre metri e con una sorta di cappuccio, sotto il quale brillano due occhi rossi rotondi che emette un sibilo e inizia ad avvicinarsi. Tutti e sette scappano terrorizzati in preda al panico. 
Lo sceriffo viene avvisato e si dirige in quello strano luogo, ma non trova niente se non lo strano odore nauseabondo avvertito dal gruppetto prima di lui. 
Nessuno da peso a quello che dicono i sette componenti del gruppo, ma questi riportano strani sintomi come convulsioni e gola gonfia e bruciante imputabili a un gas lacrimogeno oltre al fatto che in centinaia sostengono di aver visto una strana palla di fuoco sfrecciare in cielo quella notte. 
La cosa più strana è il totale disinteresse dell’Aeronautica che liquida il fatto come una semplice allucinazione collettiva. 
Senza dubbio è una storia molto affascinante e degna di rientrare nella fascia dark, ma a distanza di anni si è giunti a una conclusione abbastanza plausibile degli eventi: la palla di fuoco in cielo non era altro che una meteora e la creatura misteriosa probabilmente un gufo che il gruppetto scambiò per un mostro in preda all’ansia e all’auto suggestione. I sintomi probabilmente non erano altro che gli effetti dello shock subito.

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