Monster: Aileen Wournos

Di serial killer donne, dobbiamo ammettere che non ce ne sono state molte nel corso del tempo e siamo abituati a un modo di uccidere molto specifico per quanto riguarda le loro azioni. Le donne serial killer infatti tendono ad uccidere famigliari, conoscenti o persone a loro vicine, solitamente attraverso il veleno. 
La donna protagonista di questa FASCIA DARK invece uccise sette sconosciuti con un’arma da fuoco diventando di fatto una serial killer piuttosto anomala.
Aileen Wuornos ha un’infanzia travagliata in cui già a 14 anni rimane incinta in seguito a uno stupro. Il bambino viene dato in adozione, ma in seguito a questo episodio Aileen rimane sola e si riduce a prostituirsi per vivere. 
Si fa chiamare Lee, viene arrestata più volte per guida in stato di ubriachezza, cerca di rapinare un negozio di merci, spaccia assegni falsi e ovviamente fa sesso per denaro. 
Riesce ad instaurare qualche relazione, ma dopo pochi mesi di convivenza viene sempre abbandonata tornando sola. Ad ogni abbandono reagisce ubriacandosi e presto si riduce a rapinare negozietti oltre a praticare autolesionismo. 
La sua vita sentimentale è un disastro finché non incontra Tyria Moore, una ragazza di 26 anni della quale si innamora e con la quale comincia a convivere, mantenendo entrambe con il mestiere di prostituta.
La sera del 30 novembre 1989 però ha inizio il declino. Aileen torna a casa con una macchina nuova. Dice alla compagna di aver ucciso un cliente con una pistola e di averne rubato l’auto.
A maggio e giugno del 1990 la polizia ritrova altri due uomini uccisi da una calibro 22.
Il detective Orange che si occupa del caso non trova nessun indizio, ma riesce a capire che l’assassino è probabilmente una donna e che non ha ucciso per rapina. 
Il 6 giugno 1990, nella contea di Pasco viene trovato un altro uomo in stato di decomposizione molto avanzata ucciso di nuovo da 9 colpi sparati da una calibro 22.
La stessa pistola uccide altri uomini, tutti camionisti, il 30 luglio, l’11 settembre e il 30 novembre. Ormai è evidente la mano dello stesso assassino.
La polizia tuttavia inizia ad indagare sul serio dopo ben 7 delitti istituendo una task force che inizia ad elaborare un profilo più completo. 
Si deduce che probabilmente l’assassino è una donna che si prostituisce lungo le strade attraversate da molti camionisti che indugiano talvolta nella fretta di un rapporto occasionale.
La donna uccide queste persone nell’intimità dell’abitacolo e fugge rubando la macchina, che poi abbandona, trafugando quasi tutti gli oggetti personali. 
Oltre a questo profilo, si trovano delle impronte digitali rimaste sulla macchina di un uomo assassinato. Grazie a queste impronte la polizia risale ad Aileen.
Sotto falso nome infatti la donna ha venduto una video camera che apparteneva a una vittima e ha lasciato le sue impronte. Coincidono con quelle ritrovate nella macchina. 

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L’8 gennaio del 1992 Aileen Wuornos prova a colpire ancora.
Abborda un tizio che si fa chiamare Bucket, ma che in realtà è un agente della polizia che agisce sotto copertura. Il piano però non fornisce prove concrete e gli investigatori sono costretti a lasciarla andare.
Fortunatamente riescono ad arrestarla dopo qualche giorno con l’accusa di porto d’armi abusivo e grazie a Tyria, la sua compagna, riescono ad ottenere una confessione nella quale Aileen si autoaccusa di tutto difendendo la sua amante. 
Cerca però di difendersi affermando che le sue vittime erano tutti uomini violenti e ubriachi che cercavano di violentarla e, incredibilmente, questa versione le permette di ottenere un’enorme notorietà e consenso generale. 
Ma la fama non la protegge dall’accusa di omicidio per la quale viene condannata a morte sulla sedia elettrica, anche se morirà per iniezione letale.

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