L’incidente mortale di Ayrton Senna

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 1 maggio 1994. Muore Ayrton Senna.
Il primo Maggio 1994 scompare Ayrton Senna durante il Gran Premio di San Marino corso a Imola. Nella foto in basso è ritratta la Williams-Renault del pilota brasiliano diversi minuti dopo lo schianto. Ayrton è stato già portato all’ospedale di Bologna in elisoccorso. Sull’asfalto, all’esterno della fatale e pericolosa curva Tamburello, rimane il sangue del campione morente. Sono le 14 e 17 quando, a causa della rottura del piantone dello sterzo, la vettura di Ayrton prosegue ad oltre 200 orari contro il muro della Curva Tamburello. Nell’impatto, il puntone della sospensione destra penetra nella visiera del casco del pilota provocandogli un gravissimo e fatale trauma cranico. Ayrton spira alle 18 e 40 di quella domenica. Neanche 24 ore prima era scomparso l’austriaco Roland Ratzemberger, sconosciuto ai più, a causa di un tremendo urto alla curva Villeneuve durante le qualifiche. In suo onore Senna aveva deciso di portarsi nell’abitacolo una bandiera austriaca per sventolarla a fine gara.

Purtroppo non andò così. In Brasile vengono proclamati 3 giorni di lutto nazionale. Migliaia di brasiliani si riversano il 5 Maggio all’aeroporto di San Paolo per salutare il loro campione di ritorno da Imola. Viene seppellito al cimitero Morumbi ed una targa sulla sua tomba recita una citazione presa dalla Lettera dell’Apostolo Paolo ai Romani 8,39: “Niente mi può separare dall’amore di Dio”. Circa due mesi dopo, la nazionale di calcio brasiliana vincerà il Mondiale contro l’Italia dedicando la vittoria all’amato Senna. Nel suo testamento destinava parte del suo patrimonio in beneficenza. Infatti tutt’ora esiste un ente con il suo nome che raccoglie fondi per i bambini brasiliani bisognosi. A tal proposito Senna stesso affermava: “I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti la stessa possibilità”. Grazie ad Alessandro Di Nardo per foto e didascalia!

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