Il napalm e la bambina

Chi non conosce questa famosissima fotografia? Venne scattata l’8 giugno 1972 durante la guerra del Vietnam da Nick Út.
Lo scatto, divenuto un simbolo del conflitto, mostra Kim Phuc all’età di nove anni mentre, completamente nuda, fugge da un villaggio correndo lungo una strada insieme ad altri bambini, dopo essere stata gravemente ustionata sulle braccia e sulla schiena da un bombardamento al napalm delle forze aeree del Vietnam del sud. Il fotografo, che scattò alcune fotografie agli abitanti del villaggio in fuga, fra cui Phuc, vinse il premio Pulitzer proprio per quella fotografia, che in seguito fu anche scelta come World Press Photo of the Year del 1972. L’immagine di Phúc che corre nuda nel caos divenne una delle immagini più celebri della guerra del Vietnam. Dopo le fotografie, Út portò Kim Phuc e gli altri bambini feriti, all’ospedale di Saigon, dove la bambina fu curata per quattordici mesi e dimessa dopo diciassette interventi. Rievocando da adulta quella vicenda, Kim Phúc ha dichiarato che in quel momento stava urlando “Brucia! Brucia!”, in quanto era stata ustionata gravemente dalla bomba.
Questa è la versione resa nota al pubblico, ottenuta ritagliando lo scatto originale.
Nel fotogramma originale infatti si vedevano, a destra e a sinistra della scena, due fotoreporter americani intenti a sostituire i rullini alle loro macchine fotografiche. La serenità con cui effettuavano questa operazione mal si sposava con la tragedia del momento e venne ritenuto opportuno rimuoverli per evitare il messaggio dell’indifferenza americana di fronte ai massacri compiuti.

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