L’uovo perduto

Le uova Fabergé sono da sempre sinonimo di altissima gioielleria, ma forse non tutti sanno che vennero rese celebri dagli ultimi due zar.
Il primo uovo venne infatti commissionato da Alessandro III nel 1885 come dono pasquale per la moglie, la zarina Marija Fëdorovna. Si trattava di un uovo d’oro rivestito in smalto bianco, con all’interno una sfera dorata a simulare un tuorlo, che a sua volta conteneva una piccola gallina d’oro e pietre preziose. Anche quest’ultima conteneva una sorpresa ovvero una copia in miniatura della corona imperiale con un ciondolo di rubino.
Un regalo talmente gradito alla zarina da diventare una vera e propria tradizione, portata avanti poi dallo zar Nicola II alla morte del padre.
Fino al 1917, vennero realizzate ben 52 uova (con Nicola, ogni anno, venivano realizzate due uova pasquali per la moglie e la madre), di cui alcune purtroppo si persero durante la rivoluzione.
Affascinante la storia di uno di questi tesori perduti: l’uovo d’oro con orologio.
Considerato smarrito, ricomparve solo nel 2011 quando due esperti notarono una foto particolarmente simile alla descrizione d’archivio dell’uovo su di un catalogo d’aste del 1964. Per trovare chi l’aveva acquistato, venne pubblicato un articolo online che però rimase senza risposte.
Un anno dopo, un commerciante di rottami si decise a fare un ricerca sull’uovo che teneva in cucina da anni, comprato ad un’asta al prezzo di circa 13.000 dollari. Il primo risultato fu proprio quell’articolo pubblicato l’anno procedente che permise all’uomo di riconoscere nel suo gioiello il tanto ricercato reperto imperiale. Come un moderno Indiana Jones, ci si trovava di fronte ad un tesoro milionario.
L’immagine del prezioso reperto accanto ad un pasticcino nella modesta cucina dell’uomo divenne celebre e fece rapidamente il giro del mondo.

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