Il caso Enfield

Stasera parliamo del caso Enfield ovvero di un caso di attività paranormale di poltergeist accaduto tra l’agosto 1977 e il settembre 1978 a Enfield, cittadina a nord di Londra, Inghilterra.
I fatti si svolsero in casa di Peggy Hodgson che viveva con i suoi 4 figli (Margaret, Janet, Pete e Jimmy). In particolare, i fenomeni parevano ruotare intorno a Janet, che aveva allora 11 anni. 

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I primi a lamentare qualcosa di insolito sono proprio Janet e il fratello Pete (10 anni), che raccontano alla madre di aver sentito i loro letti tremare. La sera seguente si sentono degli strani colpi sulle pareti, e in seguito la stessa Peggy Hodgson, all’inizio estremamente scettica, vede un grosso cesto di biancheria scivolare lungo il pavimento senza essere toccato da nessuno. Terrorizzata, la signora Hodgson chiama la polizia ad ispezionare la casa. Mentre i poliziotti effettuano la perlustrazione, si sentono una serie di colpi di origine ignota e una sedia inizia a muoversi da sola. Nei giorni seguenti, mentre Peggy Hodgson cerca invano qualcuno in grado di aiutarla (vengono contattati esponenti del clero, medium e infine anche la stampa), i fenomeni si intensificano: gli oggetti più disparati (giocattoli, biglie, ecc.) cominciano a muoversi e a colpire i membri della famiglia, rivelandosi bollenti una volta tornati immobili. Due giornalisti del Daily Mirror riescono a vedere alcuni mattoncini di Lego spostarsi e fluttuare in aria, e uno di loro viene addirittura colpito sul viso da uno di essi mentre cerca di fotografare l’incredibile fenomeno.

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Come accennato, gli incidenti si incentrava in particolar modo intorno alla piccola Janet. Una strana forza sembra strapparle di dosso le coperte e i cuscini mentre è a letto, e a volte la spinge e la strattona con violenza. Nel dicembre 1977 vengono riportati i fenomeni di levitazione. Anche se le numerose fotografie scattate a distanza da due ricercatori vengono etichettate come prova di una messinscena (il corpo di Janet è in tensione, come durante un salto), due differenti testimoni raccontano di aver visto levitare la ragazzina ed alcuni giocattoli attraverso la finestra. 
A un certo punto, dalla gola di Janet cominciano a provenire degli strani suoni che si trasformarono in una vera e propria voce che dialoga con i presenti. Secondo un ventriloquo è stata la stessa Janet a produrre la voce, è tuttavia certamente insolito il fatto che la ragazzina riesca a parlare speditamente in quel modo, talvolta anche per due ore consecutive, senza riportare la benché minima infiammazione della laringe né alterazioni vocali di alcun genere.
La voce rivela di essere il fantasma di Bill Wilkins, un tempo inquilino della casa di Green Street. “Sono diventato cieco, poi ho avuto un’emorragia, mi sono addormentato e sono morto su una sedia in un angolo al piano di sotto”, dice la voce di Bill. A distanza di poche settimane Terry Wilkins, figlio di Bill, conferma la veridicità dei fatti. 
Dopo quasi due anni i fenomeni si attenuano rapidamente e infine cessano del tutto. La maggior parte dei testimoni oculari si dichiara convinta della natura paranormale della vicenda, altri ovviamente sollevano delle forti perplessità a riguardo. Quello che si sa, è che questi eventi sono tuttora caso di controversia.

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