I bronzi di Riace

Era il 16 agosto 1972 quando Stefano Mariottini, un giovane sub dilettante romano, si immergeva a 300 metri dalle coste di Riace, nel mar Jonio in provincia di Reggio Calabria. Sono passati 47 anni, ma nella mente di Mariottini ogni attimo di quella giornata è indelebile.
Quella mattina Mariottini decide di scovare una zona isolata per poter effettuare delle immersioni marine in tutta tranquillità: è lì che, sul fondale, tra l’acqua limpida, scorge una spalla.

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Il giovane spaventato pensa di aver ritrovato un cadavere, ma inizia comunque a fare la spola tra il fondale e la superficie cercando di ripulire il corpo dalla sabbia. Vicino al primo iniziano a emergere un ginocchio e un alluce di un secondo corpo. Mariottini continua a ripulire l’area in apnea.

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Quello che si presenta davanti agli occhi del sub è senza precedenti. Due corpi di bronzo perfettamente scolpiti nei minimi dettagli comprese le ciglia e perfettamente conservati. Il 21 agosto vengono portati sulla terraferma permettendo al mondo di ammirare questi capolavori, ma lasciando molti dubbi. Quanti erano i bronzi? Mancano dei pezzi a questi corpi? Chi li ha creati?

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