L’assassinio di John Lennon

Cosa ha significato per il mondo un artista del calibro di John Lennon? Forse noi, che viviamo la sua scomparsa quarant’anni dopo non possiamo comprendere a pieno il fenomeno che fu all’epoca.

Il 14 dicembre 1980, sei giorni dopo il suo omicidio, milioni di persone in tutto il mondo risposero all’appello di Yoko Ono di fermare ogni attività per 10 minuti di silenzio in onore dell’artista, comprese tutte le radio di New York che non trasmisero nulla per quei lunghi minuti. Ci furono aggregazioni spontanee di decine e decine di migliaia di persone a Liverpool e a Central Park, vicino al luogo del delitto. Almeno tre fan dei Beatles si suicidarono portando Yoko e gli altri membri del gruppo a chiedere pubblicamente di non compiere atti estremi. Negli anni successivi poi, furono numerose le iniziative spontanee che ne celebrarono la vita e la musica.

Eloquenti furono le parole di Jay Cocks sul Time: «L’esplosione del dolore, della sorpresa e della devastazione collettiva che ha seguito la morte di Lennon ha avuto la stessa risonanza ed intensità della reazione all’uccisione di una figura di statura mondiale: un politico audace e popolare come John o Bob Kennedy, o un leader spirituale, come Martin Luther King. Ma Lennon era una creatura di poetica metafora politica, e la sua coscienza spirituale era diretta verso l’interno, come un modo per nutrire ed ampliare la propria forza creativa. Ecco cosa ha creato sconcerto, e fatto la differenza, lo shock della perdita della sua immaginazione, delle tracce penetranti e pervasive del suo genio, ed è stata proprio la perdita di tutto ciò, in modo così brusco e terribile, che è stata pianta la scorsa settimana in tutto il mondo».

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