L’ossessione del Dr. Carl Tanzler

 

Questa è una storia sull’amore, un amore però così intenso e malato da diventare una FASCIA DARK.

E’ il 22 aprile 1930 quando la ventunenne Maria Elena Milagro de Hoyos si presenta all’ospedale di Key West con i sintomi della tubercolosi.

In quell’ospedale lavora anche il Dottor Carl Tanzler, di 53 anni, che è celebre per i suoi approcci non convenzionali alla malattia.

Tanzler tende infatti a testare delle cure di sua invenzione senza fondamenti medici e si vanta anche di aver ricevuto numerosi premi e certificazioni, portando la gente a dubitare della sua laurea in medicina.

Il Dottore è sposato e con figli quando Maria Elena entra in ospedale, ma conduce da sempre una vita molto solitaria, convinto da alcune visioni, di dover aspettare una donna dai capelli neri, che è destinata ad essere il vero amore della sua vita.

Quando Tanzler si imbatte in Maria Elena, si convince di aver finalmente incontrato la ragazza che aspettava da sempre e la sua guarigione diventa la priorità assoluta.

Oltre alle cure del tempo, il medico prova sulla donna una varietà di medicinali, raggi X e apparecchiature elettriche, ma è tutto inutile e Maria Elena muore nel 1931, dopo aver rifiutato più volte le dichiarazioni d’amore di Tanzler.

Il Dottore è distrutto e si reca dalla famiglia di Maria Elena chiedendo di poter pagare il suo funerale e la sua sepoltura.

La famiglia è commossa dalla generosità e dall’affetto che il medico provava per la sua paziente ed acconsente, senza sapere che Tanzler diventerà così l’unico detentore dell’unica chiave del mausoleo.

L’uomo si reca ogni singola notte alla tomba di Maria Elena, passando ore ed ore sdraiato accanto al corpo e raccontando tutte le sue giornate, ma le sue visite gli servono soprattutto ad iniettare nella salma grandi quantità di formaldeide, nel disperato tentativo di conservare la bellezza della ragazza.

Dopo due anni di trattamenti però, l’incedere del tempo sta segnando drammaticamente il corpo di Maria Elena e Tanzler si decide a trafugare la salma, portandola a casa con sé.

Il medico ha intanto perso il suo lavoro all’ospedale e decide così di dedicare ogni suo sforzo a riportare in vita la giovane. Nel suo laboratorio, ha persino un piccolo aereo che sta ristrutturando con l’intenzione di portare Maria Elena nella stratosfera per permettere alle radiazioni di curare i tessuti e ridarle la vita.

Ovviamente il suo piano può avere luogo solo se il corpo della giovane non si decompone irreversibilmente, ma la natura non risparmia nessuno.

Man mano che la pelle del cadavere si decompone, Tanzler la sostituisce con un panno di seta imbevuto di cera e gesso di Parigi. Mentre i capelli cadono dal cuoio capelluto in decomposizione, Tanzler li raccoglie al fine di creare con essi una parrucca per Elena. La cavità addominale e toracica del cadavere viene riempita di stracci per mantenere la forma originale e l’odore terribile di decomposizione viene coperto da enormi quantità di profumo e disinfettante.

Gli occhi sono sostituiti con altri in vetro e le ossa sono legate tra loro con corde di pianoforte, mentre il volto viene ricostruito con la plastilina.

Alcuni diranno persino che l’aspetto della bambola in putrefazione non fosse riuscito a fermare il desiderio di Tanzler, che avrebbe inserito un tubo nelle parti intime del corpo, per poter simulare un rapporto sessuale, ma di questo non c’è traccia nei rapporti che seguiranno la scoperta dei macabri trattamenti.

La verità è che Tanzler, per ben sette anni, è convinto di vivere con la donna che ama e non con un cadavere, e per tanto si comporta come se si trovasse in una normale scenetta matrimoniale.

Non fa che riempire Maria Elena di regali, tra cui gioielli e vestiti, e spesso suona per lei o balla con il suo corpo.

E’ proprio durante una di queste danze, che un giovane assiste alla scena da una finestra.

La sua testimonianza, unita alla strana quantità di regali da donna acquistati dal dottore, che pure non vive più con la moglie, e all’improvviso stop delle sue visite al mausoleo di Maria Elena, insospettiscono la sorella di lei, che irrompe nella casa di Tanzler con la Polizia.

Il medico viene condannato per il furto del cadavere, ma non sarà mai incarcerato, né considerato pazzo.

Il caso diventa immediatamente di dominio pubblico ma, a sorpresa, l’opinione pubblica empatizza con il medico romantico, che voleva solo riportare alla vita il suo grande amore.

Il corpo di Maria Elena viene sequestrato e sepolto in un posto segreto, senza lapide, per poter donare finalmente alla giovane un po’ di riposo, ma l’ossessione di Tanzler non scompare e utilizza la maschera funeraria della ragazza per ricreare una bambola con le sue fattezze.

Vivrà il resto della sua vita con quella bambola. Alla sua morte, in molti diranno di aver recuperato il suo corpo tra le braccia della bambola con le fattezze di Maria Elena.

 

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