The Night Stalker

The Night Stalker. Un nome altisonante, che si lega indissolubilmente a Richard Ramirez, serial killer operativo nel 1985 che in circa 5 mesi uccise almeno 13 persone.

Cresciuto in un ambiente famigliare piuttosto complesso a causa dei svariati disturbi dei suoi numerosi fratelli e sorelle, Ramirez ha sviluppato un legame davvero intenso con il cugino Mike, che ha un’indole violenta e pericolosa, irrimediabilmente compromessa dalla guerra in Vietnam a cui ha partecipato.

Mike Ramirez non fa che vantarsi e mostrare al giovane Richard le foto delle sue “imprese”: un numero indefinito di vittime, di omicidi e di torture, donne vietnamite decapitate e svariate immagini di lui che pratica sesso orale con queste teste, convincendo il fragile e tranquillo Richard che uccidere sia l’essenza del potere e del piacere.

Il climax di violenza a cui Mike sottopone il cugino, raggiunge il culmine quando uccide la propria moglie proprio davanti a Richard, che all’epoca non ha che tredici anni.

Gli anni dell’adolescenza sono difficili: Ramirez sviluppa un’ossessione per il sesso e una dipendenza dalla marijuana. Per permettersela, diventa un ladro e inizia a sfruttare le sue abilità per avvicinarsi alle donne, spiarle e, occasionalmente, aggredirle. Con il tempo, aumenta la sua dimestichezza nelle effrazioni, permettendogli di entrare in praticamente qualsiasi abitazione dalle quali ruba denaro e preziosi, ma anche piccoli souvenir sottratti dagli oggetti delle donne di casa.

Non sappiamo finché Ramirez si accontenta di questi crimini, ma sappiamo il giorno in cui decide di uccidere quella che è la sua prima vittima accertata.

E’ il 28 giugno 1984 e l’uomo si è come al solito introdotto in una casa per derubarla. Vi trova però la padrona di casa di 79 anni, che sta dormendo. In un impeto di brutalità Ramirez la pugnala, le taglia la gola e la violenta, per poi rubare ogni singolo oggetto di valore e dileguarsi nella notte senza che la Polizia ritrovi tracce che lo possano incriminare.

E’ però l’anno successivo che esplode la sua vena omicida.

Il 17 marzo 1985, Ramirez (che si è anche macchiato delle molestie e dello stupro di due bambine) spara a bruciapelo a Maria Hernandez – che si salva per miracolo, grazie alle chiavi che deviano il proiettile -, penetra nell’abitazione della ragazza, uccide la coinquilina di lei Dayle Okazaki e fugge con tutti i soldi.

Richard è però fuori controllo e non passa che un’ora prima che uccida anche Tsai-Lian Yu.

Il 27 marzo 1985 le vittime sono Vincent Zazzara e la moglie Maxine. Alla donna Ramirez riserva particolari violenze, percuotendola, violentandola e infine mutilandone il cadavere.
La Polizia brancola nel buio e l’unica cosa certa ai loro occhi, è che si trovano di fronte ad un assassino seriale particolarmente brutale nei confronti delle donne.Il 14 maggio muore Harold Wu, mentre sua moglie Jean scampa alla morte, pur riportando numerose ferite da percosse e da violenze sessuali.

Neppure di fronte ai più deboli si ferma e il 29 maggio percuote a martellate due sorelle di 80 e 83 anni, uccidendo la più anziana dopo aver tentato di violentarla. E’ in quel periodo che la stampa gli attribuisce il suo soprannome The Night Stalker.

Un’escalation di violenza senza controllo tra furti, omicidi, violenze, rapimenti, mutilazioni e gli immancabili stupri anche ai danni di bambine e bambini.

Tra giugno e luglio fa altre sei vittime, oltre ad aggredire persino un bambino di fronte alla madre, dopo aver violentato anche lei.

Nemmeno ad agosto la furia omicida di Ramirez trova pace.

Ma la Polizia ormai ha un identikit molto chiaro, grazie alle numerose vittime delle sue follie, che però sono riuscite a sopravvivere. E’ proprio una di loro a fornire l’elemento chiave per la svolta delle indagini.

Il 24 agosto 1985, Ramirez irrompe di nuovo con l’intento di uccidere. Bill Carns muore per un proiettile alla testa mentre la sua fidanzata, Inez Erickson, viene legata e violentata, ma non uccisa.
E’ proprio Inez che, con straordinario sangue freddo, striscia fino alla finestra e identifica l’auto del suo aggressore. La Polizia ora cerca una Toyota station wagon di colore arancio e dirama l’informazione nei notiziari. Un’auto singolare, che viene riconosciuta da un ragazzo che ne segna la targa.

L’auto viene rinvenuta il 28 agosto e la Polizia riesce a prelevare delle impronte digitali che corrispondono con il già schedato Richard Ramirez.

E’ ormai solo questione di tempo.

La foto del Night Stalker è diramata ovunque.

Mentre cerca di rubare una nuova auto, Ramirez viene riconosciuto, circondato e linciato dalla folla. Solo l’intervento della Polizia impedisce ai civili di ucciderlo.

La foto scattata a Ramirez subito dopo il suo arresto è emblematica. Venne persino colpito con una sbarra di metallo e solo l’intervento della Polizia riuscì a fermare la folla inferocita

Il processo non è semplice a causa dell’altissimo numero di testimoni, ma Ramirez viene infine condannato a morte, tra la disperazione delle sue numerosissime fan, che gli scriveranno lettere appassionate per tutto il resto della sua vita, a discapito della vita delle persone da lui massacrate e uccise.

Richard Ramirez durante la sua reclusione in carcere convolò persino a nozze con una delle sue ammiratrici, la giornalista freelance Doreen Lioy
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