L’angelo di Monaco

Tutto il mondo conosce i tremendi dettagli della seconda guerra mondiale, comprese ovviamente le cause scatenanti. Tra queste però quasi nessuno parla mai della scomparsa di Angelika Raubal, un nome che sicuramente non dirà molto ai più, ma che, con tutta probabilità, giocò un ruolo chiave nella follia di Hitler e di conseguenza nello scoppio del conflitto mondiale.
Angelika Raubal, detta Geli non è una ragazza qualunque bensì la nipote del futuro Führer che esercita anche il ruolo di tutore della giovane.
I due si incontrano quando la ragazza ha già quindici anni, ma Hitler adora fin da subito Geli e fa di tutto per proteggerla e incoraggiarla: ne finanzia ad esempio gli studi per diventare cantante lirica e licenzia il suo autista che aveva espresso il desiderio di sposarla. La porta costantemente con sé a teatro, all’opera e soprattutto alle adunate naziste. La vera natura del rapporto tra zio e nipote non verrà mai chiarita, ma tutti ormai parlano di un amore incestuoso e di rapporti sessuali indecenti. L’attrazione reciproca è comunque evidente e nota a molti gerarchi nazisti e anche agli oppositori di Hitler che la sfruttano nella loro propaganda. C’è poi da parte di entrambi un’enorme gelosia che porta Geli ad odiare Eva Braun e Hitler a tenere la nipote sempre vicino impedendole di andare a studiare a Vienna o di uscire da sola.
La gabbia dorata costruita intorno a Geli è però davvero troppo asfissiante e, il 19 settembre del 1931, esasperata dalla possessività di Hitler, la giovane si toglie la vita con la pistola dello zio.
Oppure no?

Molti sono i punti oscuri sulla morte di Geli che viene immediatamente archiviata come suicidio, senza inchiesta e senza autopsia: la stanza dove viene ritrovato il corpo è infatti chiusa dall’esterno e il colpo che l’ha uccisa ha sfiorato il cuore trafiggendo un polmone, costringendola a una morte lenta e dolorosa per dissanguamento. Il colpo quindi non sembra auto inflitto e inoltre il corpo della giovane è sfregiato, mentre il naso risulta rotto. Alcuni sostengono che Geli fosse incinta, probabilmente del suo insegnante di musica, e si parla anche della presenza di una lettera di addio, lasciata incompleta, in cui la ragazza confessa di voler fuggire a Vienna. L’ultimo strano indizio, sono i funerali cattolici concessi a una suicida.
L’idea che Geli sia stata in realtà assassinata non può che balenare in mente e non si può che pensare allo zio e alla sua folle gelosia pur non riuscendo a capire se Hitler sia stato l’esecutore o il mandante di un atto così violento.
La stanza di Geli non verrà più toccata se non per il compleanno della ragazza e per l’anniversario della sua morte, giorni in cui Hitler riempie la camera di fiori. Anche negli ultimi momenti di vita di Hitler, il dittatore pensa a Geli, sparandosi con la stessa pistola usata dalla nipote.

Heinrich Hoffmann, il fotografo ufficiale di Hitler, dichiarerà in seguito che, con il suicidio della ragazza “i semi della disumanità iniziarono a crescere all’interno di Hitler”. Forse, se Geli fosse rimasta in vita, il mondo non avrebbe assistito alla sua seconda guerra mondiale?

‘L’angelo di Monaco’, il romanzo di Fabiano Massimi dedicato alla misteriosa morte di Geli, è in tutte le librerie.
Di Longanesi editore.

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