L’angelo della morte

 

Innumerevoli sono i crimini nazisti e troppo numerosi i criminali di quel tempo, ma tra i nomi degli aguzzini spicca sempre quello di un medico, i cui esperimenti sugli esseri umani, dettati principalmente dalla perversione piuttosto che da un’effettiva ricerca medico/scientifica suscitano tuttora sdegno e orrore. Parliamo di Josef Mengele, l’angelo della morte la cui carriera merita una FASCIA DARK.

La carriera di medico delle SS inizia nel maggio del 1943. Rimane ad Auschwitz 21 mesi dove si guadagna l’appellativo di angelo bianco o angelo della morte. Vestito di un camice bianco infatti, con un solo cenno del capo decide senza pietà chi è degno di lavorare e chi invece è da destinare alle camere a gas, ma non si fa scrupolo ad eliminare addirittura interi blocchi di deportati (parliamo di più di 500 persone) solo per evitare delle epidemie. Ma ciò che rende Mengele tristemente noto in tutto il mondo sono gli esperimenti che esegue sui prigionieri.

La sua ricerca scientifica è mirata ad identificare i geni che distinguono la razza ariana dalle razze inferiori (inutile dirlo, questo studio non porterà mai ad alcun risultato concreto), ma anche a scoprire il segreto delle gravidanze gemellari e le cause delle malformazioni fisiche.

I gemelli monozigoti diventano presto la sua ossessione e si premura di selezionarli personalmente all’arrivo dei convogli di prigionieri. Su di loro esegue svariate tipologie di esperimenti partendo dai comuni esami del sangue fino ad arrivare a test di resistenza o stimolazione di reazioni a determinate sostanze. Ma con queste cavie a disposizione non si ferma qui ed inizia ad eseguire trapianti di organi e tessuti, trasfusioni di sangue non compatibile con il ricevente e addirittura tenta di cucire due gemelli per ottenere dei gemelli siamesi artificiali.

Quando un gemello muore, l’altro viene ucciso con un’iniezione al cuore di fenolo, per esaminare e confrontare gli effetti della malattia. Celebri i tentativi di rendere gli occhi delle sue cavie azzurri tramite iniezioni oculari di blu metilene o le svariate sperimentazioni di sterilizzazione di massa. Grazie a Mengele, i gemelli godono nel campo di un trattamento particolare grazie al quale ricevono lavori più leggeri, razioni più abbondanti e percosse praticamente nulle da parte delle altre guardie. Per questa ragione, spesso alcune coppie di fratelli simili nei tratti, si presentano di loro volontà al dottore, spacciandosi come gemelli. Questi privilegi sono però spesso pagati con menomazioni gravi e permanenti che molti prigionieri esibiranno alla liberazione del campo.

Con glaciale lucidità, Mengele continua fino alla sua ultima ora nel campo ad effettuare le selezioni condannando alle camere a gas circa 470-480 su un totale di circa 506 prigionieri, salvo poi scomparire un giorno prima della liberazione del campo. Grazie ad alcuni documenti falsi forniti da un comune italiano, vivrà il resto dei suoi anni in Sud America, relativamente tranquillo e al sicuro dai cacciatori di nazisti, morendo nel 1979 a 67 anni per un attacco cardiaco. Si potrà accertare la sua identità solo riesumando la salma nel 1992.

Al più terribile medico nazista, fu concessa una vita priva di punizioni per i suoi crimini.

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